La Dottrina

La dottrina etico/naturalistica (non religiosa) del Neonaturalesimo© è riassunta nei seguenti sedici punti fondativi:

  1. Essere amanti della Natura, “madre di tutte le cose e operatrice” (cit. Boccaccio).
  2. Intendere la Natura come Il fondamento dell'esistenza nella sua configurazione fisica e nel suo divenire biologico, in quanto presupposto causativo. Natura come colei che tutto riequilibra, col trascorrere del tempo, nel rispetto dei cicli vitali naturali e con la consapevolezza che ogni turbamento verrà dalla Natura, prima o poi, riequilibrato.
  3. Essere inflessibilmente ed esclusivamente a favore degli O.G.N.M. (Organismi Geneticamente Non Modificati), come “vera e propria scelta di Vita”, inclusi i prodotti per l’alimentazione, i trattamenti e le terapie.
  4. Adottare il principio di precauzione, in armonia con l’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, al fine di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione della Natura (Primum non nŏcēre).
  5. Credere nella scienza, come strumento per l'emancipazione dell'uomo; scienza a servizio dell’uomo, e non viceversa; una scienza che si rifà esclusivamente a valori etici quali: non-maleficenza, beneficenza, giustizia, libertà, responsabilità, integerrimità, lealtà e coerenza.
  6. Credere che il genere umano sia elemento integrante del “sistema Natura”, e non genere dominante sulla Natura stessa.
  7. Essere consapevoli che gli esseri umani sono animali “auto significanti”, dotati di coscienza, intesa come la facoltà di avvertire, sentire, percepire, comprendere e valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale. Mossi da valutazione morale e spirituale nel proprio agire.
  8. Avere consapevolezza della propria dimensione di “esseri incantati”, che apprezzano e valorizzano la propria esistenza.
  9. Avere consapevolezza che la sintonia tra pensiero ed azione assicura che la nostra vita non sia determinata soltanto dalla razionalità procedurale formale (ossìa da un arido algoritmo).
  10. Essere consapevoli che tra le nostre abilità più importanti vi sono quelle dipendenti dall’attenzione congiunta (cooperazione e solidarietà). Attraverso la nostra attenzione congiunta, influenziamo l’emergere del nostro ambiente; così da essere co-creatori di tutto ciò che esiste.
  11. Essere consapevoli che la Natura senziente include l’emotività come principio base dell’autoregolamentazione e dell’auto-orientamento.
  12. Avere la consapevolezza che, quali esseri senzienti, siamo attratti dal bene scandito dal Diritto Naturale, tendendo al nostro sviluppo ed a quello altrui (il bene comune), orientato alla ricerca della bellezza, della verità e della piena relazionalità, come forme di sublimazione (in senso spirituale e morale).
  13. Accettare la propria dimensione di “esseri vulnerabili”. Viviamo vite contingenti. I nostri corpi, le nostre menti, le nostre emozioni e la forma generale come persone (le nostre anime) sono soggette a danni e deformazioni indotte (sia sotto l’aspetto mentale che fisico) da tutto ciò che ci circonda; pertanto abbiamo bisogno di proteggerci, attraverso le relazioni umane e la solidarietà reciproca.
  14. Avere la consapevolezza che la nostra autocoscienza illumina la nostra esistenza e che la nostra intelligenza emotiva si “fonde” con la dinamica degli eventi, pur sempre memore che la nostra condizione naturale, cui motivatamente tendere, rimane la felicità.
  15. Sentire la fascinazione dei misteri della Natura, assecondandone le armonie e lasciandosene avvolgere come in una spirale aurea, congiunzione sublime della Natura stessa con la Matematica, regina di tutte le scienze.
  16. Essere consapevoli che un approccio di tipo olistico sancisce la realizzazione dell’Uomo nel vivere in simbiosi con la Natura, al fine di un reale ed armonico stato di benessere di corpo, mente ed anima.

Addì 21 Giugno 2022, solstizio d'estate...

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Neonaturalesimo

Il Libro

agli antipodi del transumanesimo...

Perché Neonaturalesimo..??

“Perché voglio godermi liberamente le mie “imperfezioni” di “essere senziente”…
continuare la mia “esperienza” dell’errare è umano…
consapevole della mia “soggettiva” coscienza, voglio continuare a godermi la mia facoltà di avvertire, di percepire… godermi insomma, la mia “esperienza” di vita individuale senza necessariamente essere “interconnesso”..!
Mosso da valutazioni morali e spirituali nel mio agire… voglio continuare a immaginare, a spaziare con la Mente arrivando lì dove… solo io possa trovare sempre, la mia più profonda…intimità…”

Tu chiamale se vuoi… emozioni…

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